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#NoGuerra, #NoNATO

'Sostieni la campagna per l''uscita dell''Italia dalla NATO per un’Italia neutrale. '

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21 Aprile 2015 - 03.43


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Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO

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Le
drammatiche vicende in Medio Oriente, in Nord Africa e ora in Ucraina
nel cuore della stessa Europa segnano un deciso degrado dei rapporti
internazionali. La pace in tutto il mondo è in serio pericolo e
anche papa Francesco ha ammesso che stiamo ormai assistendo a
molteplici episodi di un’unica guerra mondiale pronta a conclamarsi
in tutti i suoi devastanti effetti.

La
NATO, da organizzazione formalmente difensiva da diversi decenni ha
assunto un profilo aggressivo e minaccioso in aperta violazione con
la Carta delle Nazioni Unite. Si dichiara che la nuova strategia
della NATO è stata promossa per “difendere gli interessi
dell’Occidente”, ma in realtà serve solo a salvaguardare
un’egemonia globale statunitense sempre più in rotta di collisione
con gli interessi dell’Italia, dell’Europa e del resto del mondo.
Invece di promuovere negoziati globali si lanciano ultimatum militari
e persino minacce di attacchi nucleari.

Uscendo
dalla NATO l’Italia si sgancerebbe da questa strategia di guerra
permanente, che viola la nostra Costituzione, e assumerebbe una
posizione di totale neutralità tra i contendenti, a vantaggio dei
nostri interessi nazionali e della pace mondiale.


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IL TESTO DELL”APPELLO:

Portare l”Italia fuori dal sistema di guerra

Attuare l”articolo 11 della Costituzione

L’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l’Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 72 milioni di euro al giorno.  Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno.

È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un’alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva.  Già il 7 novembre del 1991, subito dopo la prima guerra del Golfo (cui la NATO aveva partecipato non ufficialmente, ma con sue forze e strutture) il Consiglio Atlantico approvò il Nuovo Concetto Strategico, ribadito ed ufficializzato nel vertice dell’aprile 1999 a Washington, che impegna i paesi membri a condurre operazioni militari in “risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza”,  per ragioni di sicurezza globale, economica, energetica, e migratoria.

Da alleanza  che impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell’area nord-atlantica, la Nato viene trasformata in alleanza che prevede l’aggressione militare.

La nuova strategia è stata messa in atto con le guerre in Jugoslavia (1994-1995 e 1999), in Afghanistan (2001-2015), in Libia (2011) e le azioni di destabilizzazione in Ucraina, in alleanza con forze fasciste locali, ed in Siria. Il Nuovo concetto strategico viola i principi della Carta delle Nazioni unite.

Uscendo dalla Nato, l’Italia si sgancerebbe da questa strategia di guerra permanente, che viola la nostra Costituzione, in particolare l’articolo 11, e danneggia i nostri reali interessi nazionali.  L’appartenenza alla Nato priva la Repubblica italiana della capacità di effettuare scelte autonome di politica estera e militare, decise democraticamente dal Parlamento sulla base dei principi costituzionali.  La più alta carica militare della Nato, quella di Comandante supremo alleato in Europa, spetta sempre a un generale statunitense nominato dal presidente degli Stati uniti. E anche gli altri comandi chiave della Nato sono affidati ad alti ufficiali statunitensi. La Nato è perciò, di fatto, sotto il comando degli Stati uniti che la usano per i loro fini militari, politici ed economici.

L’appartenenza alla Nato rafforza quindi la sudditanza dell’Italia agli Stati uniti, esemplificata dalla rete di basi militari Usa/Nato sul nostro territorio che ha trasformato il nostro paese in una sorta di portaerei statunitense nel Mediterraneo.  Particolarmente grave è il fatto che, in alcune di queste basi, vi sono bombe nucleari statunitensi e che anche piloti italiani vengono addestrati al loro uso. L’Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione nucleare, che ha sottoscritto e ratificato. L’Italia, uscendo dalla Nato e diventando neutrale, riacquisterebbe una parte sostanziale della propria sovranità: sarebbe così in grado di svolgere la funzione di ponte di pace sia verso Sud che verso Est.

Sostieni la campagna per l”uscita dell”Italia dalla Nato per un’Italia neutrale. 

LA PACE HA BISOGNO ANCHE DI TE
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Primi firmatari:


Dinucci Manlio, giornalista

Fo Dario, Premio Nobel, autore e attore

Imposimato Ferdinando, magistrato

Zanotelli Alex, religioso

Minà Gianni, giornalista

Vauro, disegnatore

Chiesa Giulietto, giornalista

Fo Jacopo, scrittore

Vattimo Gianni, filosofo

Pallante Maurizio, saggista

Mazzeo Antonio, giornalista

Canfora Luciano, filologo

Gesualdi Francesco, saggista

Giannuli Aldo, docente universitario

Grimaldi Fulvio, giornalista

Celestini Ascanio, attore

Cacciari Paolo, esponente politico

Cardini Franco, storico

Cremaschi Giorgio, sindacalista

Losurdo Domenico, filosofo

Mazzucco Massimo, giornalista e regista

Riondino David, musicista

Zucchetti Massimo, docente universitario


Albanesi Mario, giornalista

Alciator Chiesa Agostino, diplomatico

Alleva Piergiovanni, giuslavorista 


Amoretti Scarcia Bianca Maria, docente universitaria


Apicella Vincenzo, disegnatore


Barbarossa Romano, operaio Acciaierie Terni


Becchi Paolo, docente universitario


Belardinelli Alessandro, operaio Whirpool-Indesit


Benigni Glauco, giornalista

Bongiovanni Giorgio, direttore Antimafia2000

Boylan Patrick, cittadino USA, docente universitario


Brandi Vincenzo, ingegnere

Bottene Cinzia, attivista

Braccioforte Martino, operaio Riva Acciaio Terni


Brotini Maurizio, sindacalista


Bulgarelli Mauro, comunicatore d”impresa, ex senatore


Cabras Pino, condirettore Megachip


Cacciarru Alberto, operaio Alcoa Sulcis


Calderoni Maria Rosa, giornalista


Cao Mariella, attivista


Capuano Enrico, musicista


Castellani Mirko, operaio La Folgore Prato


Castrale Francesco, operaio Akerlund and Rausing


Catone Andrea, direttore rivista “MarxVentuno”


Cernigoi Claudia, storica


Cicalese Pasquale, economista


Cipolla Nicola, senatore

Cocco Giovanni, docente universitario

Correggia Marinella, ecopacifista Rete No War


Crippa Aurelio, senatore


Cristaldi Mauro, scienziato


D’Alessio Ciro, operaio Pomigliano d’Arco

D’Andrea Filomena, cantautrice

De Iulio Pier Francesco, direttore Megachip

De Lorenzo Francesco, ingegnere

De Santis Paolo, docente universitario

De Pin Paola, senatrice

D’Eliso Filippo, compositore

D’Orsi Angelo, docente universitario

Donati Mirko, operaio Teleco S.p.A.

Fisicaro Anita, attivista Rete No War,

Foa Marcello, giornalista


Franzoni Dom, teologo


Galli Giorgio, politologo


Gemma Mauro, direttore sito web “MarxVentuno”


Germano Roberto, scienziato


Giacomini Ruggero, storico


Giannini Fosco, senatore


Ginatempo Nella, attivista Rete No War


Girasole Mario, operaio Fiat Mirafiori

Girasole Tommaso, operaio Samar

Guidetti Serra Gabriella, attivista Casa Internazionale Delle Donne


Kersevan Alessandra, storica


La Grassa Gianfranco, giornalista


Macchietti Loredana, editore rivista ”Latinoamerica e tutti i sud del
mondo”
Manisco Lucio, giornalista


Manca Luigi, operaio Carbosulcis


Manduca Paola, docente universitaria


Marino Luigi, direttore rivista “MarxVentuno”

Matiussi Dario, storico


Morese Giuseppe, operaio Thyssenkrupp Torino


Pagliani Piero, pensionato


Palermi Manuela, giornalista


Palombo Marco, attivista Rete No War

Pellegrini Ferri Miriam, giornalista

Pepe Bartolomeo, senatore


Pesce Delfino Vittorio, antropologo

Pesce Ulderico, attore e regista


Pullini Pierpaolo, operaio Fincantieri Ancona

Salzano Edoardo, urbanista


Severini Maurizio, musicista


Slaviero Paolo, insegnante


Spetic Stoyan, senatore


Spinelli Vladimiro, operaio Vibac


Steri Bruno, Ass. Ricostruire il PC


Viale Guido, scrittore


Vindice Lecis giornalista


Vlajic Gilberto, segretario Ass. Non Bombe ma solo Caramelle


Vitiello Giuseppe, scienziato

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