'Deflazione Debito Default, l''Italia in 3D '

'Le manovre monetarie di Draghi presto finiranno, mentre il debito nell''Era Renziana tocca il record. Alcuni conti prima del brusco risveglio [Giuseppe Masala]'

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14 Maggio 2016 - 23.10


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di Giuseppe Masala.

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Volendo parlare di cose economiche, tra i dati resi pubblici in questi giorni saltano agli occhi i seguenti .

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  • L”ondata deflattiva ha colpito anche la Germania locomotiva d”Europa: 0,1%;
  • A marzo in Italia la deflazione si attesta allo -0,5%;
  • Sempre a marzo la deflazione si attesta ad un sobrio -1,1% in Spagna;

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Considerati i dati dell”indice generale dei prezzi possiamo dire che il tasso reale a cui vengono prezzati i nostri titoli di stato decennali (BTP) è di circa il 2% (1,5% + 0,5% di deflazione).


Se consideriamo che da un anno la BCE sta mandando avanti un piano di riacquisto di titoli di stato dei paesi dell”area euro per 60 miliardi di euro al mese (da maggio addirittura per 80 miliardi) non pare azzardato dire che senza questa manovra straordinaria l”Italia pagherebbe almeno un 9% di tasso di interesse sui titoli decennali. Il che porterebbe automaticamente ad uno stato di pre-default con intervento emergenziale della cosiddetta Trojka (BCE-UE-FMI) in stile greco. 

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Non sto dicendo nulla di sensazionale, chiunque può verificare tutto questo. Però come certe zie anziane, ogni tanto è bene ricordare le cose sgradevoli: non per altro, ma a marzo 2017 l”intervento straordinario della BCE dovrebbe finire e soprattutto [s]nel 2018[/s] nel 2019 ci sarà l”avvicendamento tra San Mario Draghi e il tedesco Jens Weidmann, attuale presidente della Bundesbank. 

Weidmann – stiamone certi – di sicuro non si impegnerà come il predecessore per salvare la baracca italiana.

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Il debito pubblico italiano intanto a marzo si è impennato a 2.228,7 miliardi di euro, toccando un nuovo record. Naturalmente le gazzette renziane, a partire dal TG3, aprivano la pagina economica esaltandosi perché il PIL italiano nel primo trimestre del 2016 è cresciuto dell”1% rispetto al periodo gennaio-marzo 2015, dedicando poche righe distratte allo stock del debito, che cresceva di circa il 2% in un anno, una percentuale doppia. Nell”Era Renziana il debito pubblico è cresciuto di ulteriori 108 miliardi. Questo accadeva mentre diminuivano le spese in conto capitale (con un calo degli investimenti pubblici di circa il 20 per cento nel solo 2015).

E deve arrivare ancora il Fiscal Compact…




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