Lucio Dalla: la piazza grande della comunicazione

Il libro di Jacopo Tomatis "E ricomincia il canto" è un ritratto di Lucio Dalla, disegnato attraverso una lunga serie d’interviste che l’artista bolognese aveva rilasciato nel corso degli anni a varie testate

Lucio Dalla

Lucio Dalla

Nel suo libro precedente “Storia Culturale Della Canzone italiana”, Jacopo Tomatis aveva dedicato lunghi capitoli ai cantautori e alla critica del loro mito, diffusosi soprattutto negli anni ’70. Oggi l’autore, musicologo e giornalista ci offre con questo “E ricomincia il canto”, un buon esempio di come il suo metodo di lavoro e il suo punto di vista critico diano buoni risultati.
Il libro è un ritratto di Lucio Dalla,disegnato attraverso una lunga serie d’interviste che l’artista bolognese rilasciò nel corso degli anni a varie testate.
Come fonte storica l’intervista è scivolosa, mutevole. Nel corso della lettura il protagonista cade in alcune, perdonabilissime, contraddizioni. In una afferma che i dischi e i concerti con Roberto Roversi rischiavano di confinarlo in una dimensione teatrale, successivamente afferma di voler tornare a esibirsi sui palcoscenici. Dice di detestare i grandi concerti, ma continua a praticarli. Ma queste contraddizioni non tolgono molto al personaggio; Dalla si definisce un irrequieto, dichiara la necessità per un artista di non fermarsi mai a un punto di arrivo, di cambiare stili e prospettive, di non fossilizzarsi, di non perdere il contatto di vista con il pubblico.
Dalla voleva, in primis, essere popolare, incantare il suo uditorio, parlare al maggior numero possibile di persone. Per questo saluta senza rimpianti, alla fine degli anni Settanta, l’epoca della musica e dei cantautori impegnati e dà il benvenuto all’era del riflusso.

La politica e il relativo impegno non bastano, per lui, a spiegare l’infinita varietà della vita di tutti i giorni. Riconosce la bellezza e l’importanza di dischi come Anidride Solforosa o Automobili, ma sente anche che lavori così particolari, dai quali sente di essere molto migliorato come artista, rischiano di rinchiuderlo in una gabbia per intellettuali. Lui vuole cantare personaggi di vita reale, come il malinconico onanista di Disperato Erotico Stomp, o Anna e Marco
Si dichiara comunista e Devoto di Padre Pio, sente in sé due anime, quella bolognese, efficientista e puntuale e quella meridionale derivatagli dalla madre; pigra e sensuale. Torna a lavorare con Roversi, con un pezzo intitolato Comunista, ma scriverà anche hit come Attenti al Lupo, o Caruso.
Nel frattempo Lucio rilascia interviste, scrive pezzi sui giornali e interviene, sulle comunicazioni di massa, sulla crisi sociale italiana, sulle prospettive della musica, di religione e di sessualità. Narra in maniera divertentissimo ai suoi esordi di musicista in un Night Club di Santa Margherita Ligure (con partner come i fratelli Bracardi).  E ‘un fiume di parole. Fra i giornalisti che lo intervistano c’è Giorgio Bocca. Anche in questo è un’eccezione rispetto a tanti altri colleghi. Dalla vuol piacere a tutti e parlare con tutti.


Jacopo Tomatis organizza il vasto materiale in ordine cronologico curando molto bene l’apparato di note e spiegazioni.

 

Per sé ritaglia una brillante introduzione, che cattura e spiega fin dal titolo: “Siamo noi, siamo in tanti, i molti Lucio Dalla e l’arte di essere popolari. In queste righe lo studioso traccia un bilancio artistico e critico molto approfondito del lavoro del musicista bolognese che è stato, comunque lo si voglia vedere, una voce importante della colonna sonora dell’Italia contemporanea. Si potranno amare brani come Nuvolari o il Coyote, ma tutti, anche quando non lo apprezziamo,  conosciamo Attenti al Lupo.
Una nuova biografia, o un ulteriore saggio critico sarebbero stati meno appassionanti o divertenti di questo volume.
Lucio Dalla “ Ricomincia il canto- Interviste” -  A cura di Jacopo Tomatis- Il Saggiatore 2021- Pagg 376- Prezzo di copertina €22, ebook 10,99. roversi