Decreto Covid: novità per gli spostamenti in auto e ancora stop a quelli tra Regioni

Il nuovo decreto legge Covid sul tavolo del Consiglio dei ministri. La riunione è iniziata intorno alle 10.

Consiglio dei ministri

Consiglio dei ministri

globalist 22 febbraio 2021

Ecco arrivate le novità. Il Consiglio dei ministri ha approvato, a quanto si apprende da fonti di governo, il decreto legge Covid. Il provvedimento proroga il divieto di spostamenti tra Regioni fino al 27 marzo e anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14 anni.


La novità quindi starebbe proprio nello stop agli spostamenti in zona rossa
verso abitazioni private. Resta nelle zone gialle e arancioni la possibilità, una sola volta al giorno, di spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, in massimo due persone, con i figli minori di 14 anni. Questa possibilità non varrà più nelle aree rosse.


Fra le decisioni prese nella prima riunione del Governo Draghi c’è la nomina del generale Pietro Serino come nuovo capo di stato maggiore dell’Esercito.


Ristoranti aperti la sera. E' la richiesta che spicca tra le quattro avanzate dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a nome dei sindaci, durante il vertice tra governo e autonomie in vista dei nuovi provvedimenti anticovid da assumere.

Attualmente, secondo misure e regole in vigore, nella zona gialla bar e ristoranti possono rimanere aprerti dalle 5 alle 18. In zona arancione e zona rossa, chiusura 7 giorni su 7: l'asporto per i bar è consentito fino alle ore 18. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.
Le richieste.


La prima. "Il sistema dei parametri per stabilire le limitazioni su basi certe, funziona, ha fatto tenere sotto controllo la curva e ci ha evitato un nuovo lockdown generalizzato. Per questo riteniamo che debba restare in vigore, anche se gli indici da utilizzare possono essere modificati sulla base delle indicazioni delle autorità scientifiche al tavolo tecnico con le Regioni. Poi la richiesta che "i ristoranti, a condizione del rispetto di protocolli rigidi sulle distanze, devono poter riaprire anche di sera: la consumazione al tavolo assicura condizioni di sicurezza maggiori rispetto agli assembramenti che purtroppo si creano fuori dai locali che fanno il servizio di asporto delle bevande, soprattutto con l’arrivo della bella stagione".


"Bisogna lavorare immediatamente a un piano vaccinale in grado di gestire la vaccinazione di massa che confidiamo di dover organizzare da marzo. Un piano che per funzionare deve coinvolgere i sindaci per l'utilizzo delle strutture comunali che permettono di concentrare numerosi punti di vaccinazione, come i palazzetti dello sport". Ed infine: "Occorre procedere con speditezza al finanziamento dei nuovi ristori".