Tsipras, Linke: cari partiti, benvenuti anche voi

'Benissimo. E'' bene che alcuni partiti stiano dentro un progetto di lista in appoggio a Tsipras. Salvo un paio di precisazioni di verità, sennò si va a sbattere di nuovo.'

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Redazione Modifica articolo

22 Gennaio 2014 - 00.19


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di
Alessandro Cisilin
.

Ci
siamo, firmiamo. Camilleri, Flores D’Arcais, Gallino, Spinelli. Ma
anche Gilioli, Colombo, Polo, Chiesa, Gullotta, Rinaldini,
Mastandrea, Musacchio, Torelli, Cabras, Sylos Labini, Ingroia,
(Cisilin), e perfino stranieri come Balibar. E’ denso e variegato
il mondo di studiosi, giornalisti, professionisti romanzieri, artisti
e in generale appassionati al bene comune, a essersi prontamente
schierati, tra appelli, firme e anche qualche incontro pubblico. Per,
in due parole, un no all’Europa dell’austerità delle Larghe
Intese tra Centrodestra e Socialdemocratici, e al contempo un no
all’Europa dei leghismi, intolleranze e nazionalismi (antichi
nemici dei “proletari”, se è lecito citarli). In una parola, sì
all’Europa sociale, tutt’altra rispetto alle derive monetariaste
degli ultimi vent’anni che hanno generato la crisi attuale
amplificando le diseguaglianze e abolito il welfare.

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Benissimo.
E bene anche che alcuni partiti ci stiano. Sì, non è tempo di fare
barriere, è una buona notizia che la sinistra
italiana si desti dal lungo letargo, con l”involontaria spinta giunta
dall’asse tra Renzi e Berlusconi per una “riforma” elettorale
che sfiderebbe la Consulta e barricherebbe il dissenso dietro a
livelli di sbarramento pressoché inediti nel mondo democratico. Va
bene, salvo un paio di precisazioni di verità, sennò andremo a
sbattere di nuovo.

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1.
Vendola dice di apprezzare Tsipras, ma si candida alle larghe intese
(col Pd, i blairiani e i socialdemocratici di Schultz, che schifano
la
Linke).
Ai fatti da mesi i suoi uomini vanno a Bruxelles a frequentare il Pd
e Schulz, e a disertare totalmente la
Gauche.
Questa è la realtà, che sta mettendo in subbuglio la sua base e i
suoi antichi riferimenti. Potrebbero fare marcia indietro ma
difficilmente lo faranno, salvo fare qualche dichiarazione e
convegno, nonché tentare di “candidarsi per Tsipras” e poi
confluire col Pd nel gruppo di Schulz e dei blairiani britannici. Non
va bene (salvo improbabili ed espliciti ripensamenti), non si
imbrogliano gli elettori.

2.
Vendola dice di voler fare “
ponte”
tra gli uni e gli altri, ed è un ulteriore imbroglio. Il Gruppo
della Sinistra Europea è estremamente variegato e comodissimo per
qualsiasi tipo di ponte e obiezione (europeista) alla politica
dell’Austerità. Quindi ci starebbe bene anche lui, come mille
altri, pacifisti e combattenti, pionieri dell’alternativa
latino-americana e militanti filo palestinesi, “barricadieri” e
“governisti”. C’è posto per tutti. Se vuole andare altrove,
com’è il caso vada altrove, senza menzogne.

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3.
In generale, i partiti di sinistra, fondatori della Sinistra Europea,
sono latitanti. E a dirlo è la Sinistra Europea. “
I
partiti non li vediamo, vediamo solo alcuni singoli, come Musacchio

(promotore dell’appello per Tsipras, NdR)”, mi dice tra gli altri
Gabi Zimmer, leader della
Linke
e del “Gruppo parlamentare della Sinistra Europea” oltreché
membro del “Partito della Sinistra Europea”, di cui fa parte
Rifondazione. Nessun paletto a Rifondazione e nessuna intrusione
negli affari interni della sinistra italiana, ma è tempo – cito-
che essa smetta di essere un’
«ameba»,
che si spacca ed erige barriere mentre l’obiettivo è comune.

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4.
Anche i più sciocchi sanno che all’ultimo voto il cartello di
Rivoluzione Civile, come i precedenti “Arcobaleni” e simili, sono
morti non per misteriose alchimie, ma perché i vecchi partiti hanno
messo il cappello coi nomi dei loro perdenti leader.

5.
I “militanti” dei partiti vanno profondamente rispettati, e a mio
parere messi inoltre in prima linea. Salvo che, dopo decenni di
bacchettate, si riconosca profondamente (senza pretese egemoniche)
anche la “militanza” nelle realtà movimentistiche e associative
(lo fece Bertinotti, tra i mille errori fu la sua migliore
intuizione), che sono molti di più e, mi permetto, fanno spesso di
più. Fuori dai partiti, senza rigide ideologie, a titolo individuale
e solidale, per il territorio e per il bene comune, talora purtroppo
“nonostante” i partiti (motivo primo per cui stanno/stiamo
fuori).

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Questa
è la realtà. Lo stesso Ferrero in un suo appello (agli estranei al
suo partito) dichiara: “
Per noi non
ci sono problemi a convenire su un criterio per esempio di esclusione
dalle liste di compagni o compagne che abbiano ricoperto negli ultimi
dieci anni incarichi parlamentari o di governo
”.

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Un
buon inizio, se confermato. E allora, se sono premesse di verità,
siete i benvenuti, e sediamoci assieme. Noi non abbiamo interessi “di
partito” o di parte; se ora rinunciate anche voi benissimo, perché
qui c’è da spostare l’Europa, a iniziare da noi stessi (non lo
dico io, lo diceva gente come Gandhi).

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LINK
PER ADERIRE: bit.ly/listatsipras

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