Il debutto di Draghi: ci si poteva aspettare di più ma la sua Italia è lontana dalle idee fascio-leghiste

Il debutto del premier al Senato è stato concreto e con una visione che tenta di guardare al futuro post pandemia

Draghi

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Claudio Visani 17 febbraio 2021
Emozionato, a tratti impacciato, bancastyle a cominciare dal manoscritto che legge a fatica, ma un buon discorso.
Concreto, con una visione, che prova a immaginare la ricostruzione post pandemia e il futuro partendo dalla responsabilità collettiva in uno spirito repubblicano, investendo su sanità, scuola, formazione e cultura, sui giovani, le donne e la parità di genere, per uno sviluppo diverso dal passato basato sulla riconversione ecologica, la sostenibilità, l’innovazione digitale. Con alcune riforme basilari a cominciare dal fisco e dalla pubblica amministrazione.
Delineando un’Italia convintamente europeista e solidale, molto lontana dall’idea della destra fascioleghista. Mi sarei aspettato qualcosa di più sulle iniziative per uscire il più in fretta possibile dalla pandemia, a cominciare dal piano vaccinale. Ma forse era pretendere troppo.