Crucioli, espulso dal M5s dopo il No a Draghi: "Il Movimento è diventato un partito tradizionale"

Il senatore ex M5s: "Si è realizzata la profezia di Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri da tempo è convinto che il Movimento diventerà il baricentro della politica italiana, il centro del centrosinistra".

Mattia Crucioli

Mattia Crucioli

globalist 19 febbraio 2021
Il senatore del M5s Mattia Crucioli è uno dei 30 ormai ex grillini che hanno votato contro la fiducia a Mario Draghi e che sono stati conseguentemente espulsi dal Movimento. Ora, all'indomani dello psicodramma - l'ennesimo - consumato in casa cinque stelle, Crucioli commenta: "Prendo atto che il passaggio sul governo Draghi è il punto di caduta di una parabola che ha trasformato il Movimento in un partito tradizionale. Così da realizzarsi la profezia di Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri da tempo è convinto che il Movimento diventerà il baricentro della politica italiana, il centro del centrosinistra".
"Non ho ricevuto alcunché" spiega Crucioli riguardo la notifica dell'espulsione dal M5s, "Però le posso dire che Ettore Licheri ha riunito il gruppo del Senato e ci ha comunicato che siamo stati espulsi dal gruppo. Io me ne sarei andato comunque perché oggi il Movimento ha un'altra missione e vuole intercettare quell'elettorato moderato che desidera essere rassicurato".
"Non sono deluso - assicura Crucioli - Penso che loro abbiano fatto questa scelta in buona fede. Allo stesso tempo non mi arrendo: sono convinto che sia necessaria una forza politica che abbia una proposta alternativa rispetto alla visione economica e sociale proposta dall'attuale esecutivo".
Rispetto al nuovo presidente del Consiglio, spiega, "non è un problema di competenza. Il problema sono gli obiettivi di Mario Draghi e gli interessi che rappresenta. Contesto tre cose in particolare: maggiore cessione di sovranità, non avversare il patto di stabilità europeo e, terza ed ultima cosa, il presidente ha annunciato che non tutte le imprese potranno essere aiutate. Ne conseguirà che le risorse saranno utilizzate innanzitutto per le banche e le grandi imprese del Nord fortemente interconnesse con le filiere europee". Beppe Grillo dice: "Non siamo più marziani". "Non lo siamo mai stati, semplicemente il progetto politico iniziale è mutato".