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Con spirito pacato e sereno, nel rispetto che si deve alle istituzioni e alla storia nazionale, affermo che le solenni celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell”Unità d”Italia hanno già rotto i coglioni.
Sarà la retorica patriottica, saranno i roboanti toni da Risorgimento dei Puffi che si sentono in giro, ma temo che l”anno che verrà sarà pessimo, e che lo sventolare ipocrita di tricolori lo peggiorerà assai.
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Intendiamoci: riflettere sulla propria storia è cosa nobile e doverosa, così come lo è preservare la memoria.
Ma so per certo che il ripasso dei nostri primi 150 anni non ci racconterà onestamente né da dove veniamo né dove andiamo.
E questo perché già le premesse sono fallaci e truffaldine.
Qualche esempio? Ecco.
Le celebrazioni partono in pompa magna con uno scandalo sugli appalti per le celebrazioni: nemmeno Woody Allen avrebbe osato tanto.
Un quarto del patrimonio immobiliare della capitale è di proprietà del Vaticano, il che è come fare maramao ai bersaglieri di Porta Pia.
Alcuni italiani possono essere sequestrati in acque internazionali da forze armate israeliane senza che il governo o il ministro degli esteri balbettino alcunché.
Il partito che esprime il ministro dell”Interno, “ha per finalità il conseguimento dell”indipendenza della Padania e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana” (articolo uno del suo statuto): alla faccia dell”unità d”Italia.
Nonostante questo ci apprestiamo a un”orgia di sventolamenti, e tricolori, e discorsi solenni, e parate, e francobolli, e alte uniformi. Si sa che l”enfasi è inversamente proporzionale alla verità di ciò che si dice. E allora non facciamola così lunga, basta un cartello, uno slogan pubblicitario, qualcosa come: “Italia: prendiamo per il culo gli italiani da 150 anni. E ci riusciamo piuttosto bene”.
Buon anniversario.
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Fonte: http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201006/voi-siete-qui-lorgia-solenne-dellunita-ditalia/.
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