Comunismo, malattie infantili, e fascisti del XXI secolo | Megachip
Top

Comunismo, malattie infantili, e fascisti del XXI secolo

95 anni e non sentirli. Un pamphlet di Lenin fa un ritratto attualissimo dell’attacco formulato da ‘Rete dei Comunisti’ a Giulietto Chiesa.

Comunismo, malattie infantili, e fascisti del XXI secolo
Preroll

Redazione Modifica articolo

20 Febbraio 2015 - 06.12


ATF

di Luca Donini.

Mi rivolgo apertamente
a “Rete dei Comunisti”.

Premetto che mi
considero comunista e che intendo continuare a considerarmi tale a prescindere
da chi utilizza il nome del “comunismo” per esprimere posizioni che
io non condivido e che non potrò mai condividere. Premetto anche che non sono
iscritto a nessun partito e che non sono un militante. Ho letto e analizzato
autonomamente gli scritti principali di Marx e di Lenin e ho studiato veramente
a fondo la storia della Jugoslavia e della Russia, con una particolare
attenzione per gli eventi degli ultimi 25 anni. Questo percorso mi ha portato
naturalmente a condividere e rispecchiarmi totalmente nelle posizioni che
Giulietto Chiesa esprime da anni.

Resto pertanto
allibito nel leggere il vostro recente attacco contro lo stesso Giulietto Chiesa, “colpevole”, ai vostri
occhi, di avere partecipato a incontri pubblici con esponenti politici di
destra. Resto allibito di fronte a questa incredibile miopia politica e a
questo complesso di inferiorità. Così come resto allibito di fronte ad alcuni
madornali errori di valutazione della situazione internazionale, con posizioni
che rasentano addirittura il più cieco trotskiysmo.

Vorrei partire
da quest”ultimo punto. Sento parlare di “anti-americanismo” e di
“imperialismi” (al plurale!!!). Qualcuno in questo momento vede forse
qualche altro imperialismo al di fuori di quello americano? C”è l”imperialismo
europeo, certamente. Peccato che, se vogliamo evitare di prenderci in giro e di
nascondere la testa sotto la sabbia, questo imperialismo “europeo”
sia nè più nè meno che un VASSALLO di quello americano, la vergognosa vicenda
ucraina ne è un esempio addirittura lampante. O c”è forse qualcuno che crede
ancora alla favoletta dell”imperialismo europeo autonomo e indipendente da
quello americano? Il fatto che, nelle ultime settimane, la Germania e la
Francia stiano prendendo lentamente le distanze dalle deliranti posizioni americane
sull”Ucraina non cambia di una virgola il concetto di fondo. Anzi, è proprio la
dimostrazione che, quando i principali paesi europei effettuano delle parziali
“ritirate” dalla loro politica imperialista (evidentemente perchè
cominciano a capire che un conflitto militare con la Russia è un suicidio –
guarda caso ciò avviene proprio dopo la totale disfatta che gli eroici patrioti
del Donbass hanno rifilato alle squadracce naziste di Kiev), lo fanno
esattamente CONTRO la linea dettata dagli Stati Uniti. Dunque, tolti di mezzo
gli Stati Uniti e i suoi vassalli europei, ci sono forse altri imperialismi di
peso in giro per il mondo? La Russia per caso? La Russia di Putin sarebbe un
paese imperialista? Andate a chiederlo a Gennadiy Zyuganov! La Russia, nella vicenda
ucraina, PER MESI HA BRILLATO PER LA SUA ASSENZA, altro che imperialismo russo!
Il colpo di stato nazista di Kiev è stato organizzato dagli Stati Uniti e dai
suoi vassalli europei esattamente per portare i missili della NATO a ridosso
dei confini russi. La Russia, per chi non lo avesse ancora chiaro, è sotto un
attacco brutale e feroce DA ANNI. E Putin, piaccia o non piaccia, si è mosso
con estrema cautela e con grandissima lungimiranza politica, senza farsi
prendere dal panico e dalla fretta. Certo, Putin non è comunista, questo è
vero. Ma è figlio del KGB, e le sue mosse politiche accorte e mirate ne sono la
dimostrazione. Putin non sarà comunista, ma in questo momento è il principale
baluardo contro l”arroganza e la prepotenza imperiale americana, e non
considerarlo un possibile alleato e un interlocutore fondamentale in un momento
drammatico come questo è semplicemente ridicolo e masochistico. Vorrei
sommessamente ricordare che Putin ha più volte sottolineato come la scomparsa
dell”Unione Sovietica sia stata la più grande catastrofe geopolitica del XX
secolo. Vorrei ricordare che Putin ha fornito appoggio politico e armamenti di
prim”ordine al Venezuela del compianto presidente Hugo Chávez, ha appoggiato e
incontrato ripetutamente Fidel Castro a Cuba, ha difeso la Siria di Assad
sventando la minaccia dei bombardamenti americani nel settembre del 2013. E
quando la Russia non era guidata da Putin, nel 2011, la Libia di Gheddafi è
stata massacrata dagli imperialisti occidentali, con le conseguenze che ancora
oggi sono sotto gli occhi di tutti. Di fronte a tutto ciò, mi chiedo per quale
perverso motivo dei comunisti o presunti tali debbano andare a infilarsi in un
ginepraio di elucubrazioni che arrivano addirittura a mettere la Russia di
Putin sullo stesso piano degli Stati Uniti! Ci si vuole forse suicidare
politicamente una volta per tutte con tanto di canto funebre?

Putin è
criticabilissimo su molte questioni, ci mancherebbe altro, il punto qui non è
fare l”apologia di Putin. Ma bisogna studiare la storia della Russia
post-sovietica per capire veramente chi è Putin e cosa rappresenta, bisogna
studiarla a fondo, altrimenti si rischia di commettere errori di valutazione
gravissimi. La Russia è stata colonizzata, saccheggiata, devastata, stuprata
nel terribile decennio di Boris Eltsin. Ci sono stati milioni di morti. E
moltissimi aspetti negativi della Russia attuale sono stati ereditati proprio
dalla politica criminale e atlantista dell”ubriacone che ha preceduto Putin. Il
quale, dopo una prima fase di inevitabile accondiscendenza verso i diktat
americani, è riuscito faticosamente a rimettere in piedi la Russia e a farla
ritornare una grande potenza in grado di opporsi nuovamente alle feroci
politiche guerrafondaie delle classi dirigenti occidentali. Pertanto, e chiudo
su questo punto, la Russia di Putin è un alleato fondamentale e imprescindibile
per contrastare l”unico vero disegno di dominio imperiale su scala planetaria
che esiste oggi, quello americano. Spetta ai comunisti avere la lungimiranza di
non lasciare che questo baluardo finisca nelle mani della destra europea. In
America Latina l”hanno capito da tempo, in Cina anche, così come cominciano a
capirlo anche in Grecia e in Spagna. Evidentemente il resto della sinistra
europea è un po” più dura di comprendonio.

Aggiungo una
domanda che mi sorge spontanea a questo punto della riflessione. MA CHI SONO I
VERI FASCISTI DEL XXI SECOLO? Ribadisco, del XXI secolo, non del XX. Affermo
qui, senza troppi giri di parole, qual è la mia opinione: i fascisti del XXI
secolo sono la grande finanza, gli Stati Uniti, la NATO, l”Europa dei
tecnocrati e delle “grandi coalizioni” tra centro-sinistra e
centro-destra. In una parola, sono tutte quelle forze che dal 2008 in poi
promuovono e sostengono le politiche di massacro sociale e che, in politica
estera, organizzano e appoggiano colpi di stato NAZISTI nel cuore dell”Europa
(Ucraina) e armano tagliagole fanatici contro regimi laici (Libia, Siria, Iraq)
in nome dei “diritti umani” e della “democrazia”. Quali
sono dunque le PRIORITA” ASSOLUTE che vanno affrontate in questo preciso
momento storico? A mio modesto parere, gli obiettivi principali da raggiungere
in tempi urgenti sono il DISTACCO DEFINITIVO E IRREVERSIBILE dei paesi europei
dalla NATO, la costruzione di un”alleanza internazionale politico-militare (ma
nel rispetto dei diversi sistemi politici interni) tra Europa, Russia, Cina e i
paesi socialisti dell”America Latina, la lotta contro lo strapotere della
finanza di Wall Street e della City di Londra che è la vera causa della crisi
economica che ha messo in ginocchio mezzo mondo. Tutto il resto, dall”omofobia
all”immigrazione, IN QUESTO MOMENTO, per quanto mi riguarda almeno, deve
passare in secondo piano rispetto alle questioni fondamentali e prioritarie di
economia e di politica estera. Tra parentesi, faccio notare che Tsipras ha
fatto il governo in Grecia con un partito di destra anti-austerity, e secondo
me, piuttosto che insozzarsi con la pseudo-sinistra tecnocratica e atlantista,
ha fatto benissimo! O ci scandalizziamo anche di questo? Era forse meglio il
PASOK? Non scherziamo, su…

E qui vengo
direttamente alla seconda questione, con le critiche incomprensibili che sono
state mosse a Giulietto Chiesa. Io sinceramente RABBRIVIDISCO quando leggo
affermazioni di questo tipo:

«Complici anche
i social network e la superficialità con cui vengono spesso utilizzati, sono
sempre più gli attivisti della sinistra antimperialista e della solidarietà
internazionalista che sdoganano siti e organizzazioni più che ambigue, attratti
da fraseologie e simbolismi studiati a tavolino dall’estrema destra per
accalappiare onesti ma ingenui compagni incapaci di individuare un nucleo
teorico e identitario che rimanda immancabilmente alla destra neofascista
quando non neonazista sotto una superficie assai sottile di “socialismo
nazionale” o “antiamericanismo”…

E certo non
aiuta a fare chiarezza in questo nebbioso caos post-ideologico – in cui
l’antiamericanismo viene indebitamente scambiato con l’antimperialismo o
l’antimondialismo con l’internazionalismo – il comportamento di alcuni
personaggi che negli ultimi anni hanno sviluppato una forte influenza, grazie
anche ad un”instancabile opera di controinformazione e di denuncia delle
nefandezze compiute dagli Stati Uniti, da Israele, dall’apparato della
disinformazione bellicista e filo-imperialista. Ma che negli ultimi tempi
sembrano aver esplicitamente abbandonato il campo dell’antifascismo in nome di
un fronte unico di tutti coloro che si oppongono alle mire di Washington o di
Tel Aviv…

Il problema è
che Chiesa le iniziative le sta facendo sempre più spesso insieme a personaggi
dell’estrema destra, segno che il suo non è un escamotage puramente tattico
mirante ad allargare il fronte della lotta contro la Nato o gli Stati Uniti, ma
l’evoluzione – anzi l’involuzione – di un ragionamento politico che abbandona
diversità ideologiche e di campo per abbracciare un punto di vista
trasversalmente ‘antiamericano’ assai pericoloso…

La scelta di
sdoganare e addirittura collaborare con un vasto panorama di personaggi e sigle
dell’estrema destra rappresenta a nostro modo di vedere una rimozione
intollerabile della necessaria discriminante nei confronti di ideologie e di
gruppi politici razzisti e fascisti; un assist formidabile nei confronti delle
organizzazioni di estrema destra che tendono a infiltrarsi nell’ambito del
movimento di classe e internazionalista; un elemento di indebolimento di una
strategia che deve mirare ad un accumulo delle forze a livello popolare non per
sostenere le proprie borghesie – quelle europea e russa, accomunate da una
assai improbabile “comunità di destino” – contro quelle concorrenti in nome
della competizione globale, ma per inceppare un meccanismo di scontro tra
potenze e di tendenza alla guerra che pure Chiesa da tempo afferma
correttamente di voler contrastare.»

Ma stiamo forse
scherzando? Lagnanze infantili come queste sono esattamente l”ANTITESI di tutto
ciò che c”è alla base delle teorie marxiste, leniniste, gramsciane! Qualcuno ha
mai sentito parlare del concetto di EGEMONIA? Vi pare che criticare Chiesa
perché va ad esporre le sue posizioni – che, tra l”altro, non sono mai cambiate
e non sono mai state “inquinate” da compromessi con chicchessia,
figuriamoci! – anche davanti a pubblici di destra, possa essere sintomo di
solidità e di determinazione? Di fermezza e di sicurezza sulla forza delle
proprie tesi? Di manifestazione di egemonia culturale? Assolutamente no, è
esattamente il contrario, criticare Chiesa per questo significa dimostrarsi
SUBALTERNI. Significa accettare l”idea di aver perso per sempre! Così come la
tendenza a rifiutare QUALSIASI COMPROMESSO anche con platee che potrebbero
essere ricettive rispetto a tematiche fondative e vitali per i comunisti – e la
questione ucraina è la madre di tutte queste tematiche, come voi stessi
giustamente affermate – fa letteralmente a pugni con gli insegnamenti di Lenin.
Ricordo a tutti, se ce ne fosse bisogno, che Lenin andrebbe letto per intero, e
non soltanto nei punti in cui fa più comodo. E Lenin, nel luglio del 1920, nel
culmine della sua maturità politica e intellettuale, pubblicò un opuscolo
fondamentale intitolato “L”estremismo, malattia infantile del
comunismo”
, che consiglio a tutti di rileggere con attenzione.
Concludo quindi la mia riflessione con una piccola citazione tratta da questo
scritto di Lenin, facendo riferimento all”edizione della collana
“biblioteca giovani” di Lotta Comunista (cap. VIII, pp. 77-88),
sperando che ci si renda tutti conto che criticare Giulietto Chiesa in questo
momento cruciale per la pace mondiale equivale sostanzialmente a darsi una
badilata in testa e seppellirsi sotto tre metri di terra:

«E” triste
vedere come degli uomini, che si considerano indubbiamente marxisti e che
vogliono essere marxisti, abbiano dimenticato le verità fondamentali del
marxismo… E” una stoltezza compilare una ricetta o una regola generale
(“nessun compromesso!”) valida per tutti i casi. Bisogna avere la
testa sulle spalle per sapersi orientare in ogni singolo caso. Il compito
dell”organizzazione e dei dirigenti del partito degni di questo nome consiste
tra l”altro nell”elaborare, attraverso un lavoro lungo, tenace, vario,
molteplice di tutti i rappresentanti di una data classe capaci di pensare, le
cognizioni necessarie, la necessaria esperienza e, oltre alle cognizioni e
all”esperienza, la sensibilità politica necessaria per risolvere con rapidità e
giustamente i problemi politici intricati… Rinunciare in anticipo a
manovrare, a sfruttare i contrasti (pur temporanei) di interessi tra i nemici, rinunciare
alle intese e ai compromessi con eventuali alleati (pur se momentanei, poco
fidati, esitanti, condizionati), non è cosa estremamente ridicola?… Si può
vincere un nemico più potente soltanto con la massima tensione delle forze e
all”immancabile condizione di utilizzare nel modo più diligente, accurato,
cauto e abile ogni benchè minima “incrinatura” tra i nemici, ogni
contrasto di interessi tra la borghesia dei diversi paesi, tra i vari gruppi e
le varie specie di borghesia all”interno di ogni singolo paese, ogni benchè
minima possibilità di conquistare un alleato numericamente forte, pur se
momentaneo, esitante, instabile, infido, condizionato. Chi non ha capito questo
non ha capito un”acca nè del marxismo nè del moderno socialismo scientifico in
generale… La nostra teoria non è un dogma, ma una guida per l”azione,
dicevano Marx ed Engels… Accettare la battaglia, quando la cosa è palesemente
vantaggiosa per il nemico e non per noi, è un delitto, e quei politici della
classe operaia che non sanno “manovrare, stringere accordi, stipulare
compromessi”, pur di evitare una battaglia manifestamente svantaggiosa,
non valgono un bel niente.»

Saluti.

Luca Donini.

[GotoHome_Torna alla Home Page]

Native

Articoli correlati